Ce n'è anche per Cecco a cena
Fancazzisti o fancarrieristi: nessuno dei due, ma la qualità della vita prima di tutto
Doveva essere il 1981 o il 1982, fors'anche il 1983. Eravamo studenti alla facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Roma e, quella mattina, una meravigliosa giornata di sole come a giugno solo Roma sa regalare, eravamo seduto sul prato dei giardini di fronte alla facoltà di Giurisprudenza in compagnia di una nostra collega e amica, Stefania Leoni Proietti, brillante e molto intelligente, attualmente segretaria di presidenza della Rai in viale Mazzini. Parlavamo di tutto un po' e, soprattutto, del futuro e dei progetti. A noi venne spontaneo, ad un certo punto, esprimere il desiderio di poter sì fare un lavoro gradito e il giornalista e scrittore in particolare, ma dopo 30 anni, aggiungemmo, avremmo voluto smettere e dedicarci un po' al sole e al mare, i due aspetti più gradevoli dell'esistenza. Ci saremmo riusciti? Sono passati tanti anni e che anni, e la cosa più sconcertante è stata proprio che, del tutto casualmente, trent'anni dopo, nel 2010, abbandonammo il lavoro di giornalista professionista dipendente di un quotidiano fiorentino per cominciare una nuova avventura da libero professionista, ma con la possibilità di decidere autonomamente la propria vita. C'era stato anche Il Corriere della Sera, una decina di anni prima, quale sponda dove poter approdare grazie all'intervento di Guido Vergani, il figlio del famoso inviato speciale Orio Vergani, ma dopo una serie di tira e molla capimmo che noi, a Milano, non ci saremmo mai andati perché non c'era il mare e, inoltre, non c'era quasi mai il sole. Così mettemmo da parte una parte dei nostri sogni di gloria e accettammo di scendere dalla navicella del sistema per provare a navigare in maniera completamente autonoma e indipendente e se la cosa si è avverata, costi e sacrifici non sono mancati...

Il Risorgimento? E che roba è? Alla Sinistra piace più l'Islam e la destra se lo è dimenticato
Con Luciano Luciani ci conosciamo da una vita anzi, da più di una vita: esattamente da quando, al teatro del Giglio, presentò a inizio anni Novanta il libro…

Ha vinto il No, ma non la Sinistra: i giudici, in fondo, sono come gli arbitri con maggiori responsabilità
Bene. O male a seconda dei punti di visti. Peer alcuni si è scongiurata una sorta di dittatura politico-giudiziaria, per altri si è persa la grande occasione. Non abbiamo seguito, personalmente, la campagna elettorale per questa consultazione referendaria. Del resto, con una trentina di processi per diffamazione sulle spalle in 15 anni di (dis)onorata carriera da direttore (ir)responsabile e altrettanti da dipendente di un quotidiano, ormai un minimo di esperienza sul campo ce la siamo fatta. In alcune circostanze siamo rimasti basidi per condanne manifestamente ingiuste e senza senso, in altre, invero pochissime, abbiamo ricevuto assoluzioni quando non ci avremmo scommesso sopra. Tutto ciò per dire che la Giustizia, quella nelle aule dei tribunali, è in certi casi una sorta di colpo di (s)fortuna e i giudici sono un po' come gli arbitri: agiscono in buonafede nella stragrande maggioranza dei casi, ma ci sta che talvolta la buonafede sia anche troppa. In realtà non abbiamo mai dubitato una sola volta della onestà intellettuale dei giudici chiamati a giudicarci. Piuttosto, semmai, della più o mano preparazione e capacità. Del resto accade ovunque che ci siano persone più preparate e caratterialmente dotate di altre. Ripeto, comunque, che siamo sempre a livello di tribunale e quindi ancora lontani dai gradi alti del panorama giudiziario dove si giocano le partite più impegnative e importanti. Non mi batterei la testa contro il muro, quindi, di fronte a questa sconfitta né tantomeno esulterei come fanno certi esponenti della Sinistra che solo a vederli viene l'itterizia...

Anche in Lucchesia nasce una sezione dell'associazione Italia-Israele
I giornalisti e gli intellettuali invertebrati, la maggioranza assoluta, da anni criticano senza riserve Israele e gli Stati Uniti che la sostengono. Sono tutti di sinistra, imbevuti di una ideologia che odia tutti coloro che prosperano all'ombra dell'Occidente e del capitalismo, in nome e nella speranza di un comunismo o socialismo ché poi è la stessa cosa, che possa cambiare il mondo ed abbattere il sistema borghese. Non è bastata la storia a insegnare a questi dementi a una dimensione che l'Ideologia marxista e le sue applicazioni hanno rappresentato il male assoluto per chiunque abbia dovuto conviverci. Da sempre i palestinesi e il mondo arabo vogliono sterminare gli ebrei, né più né meno di come hanno fatto i nazi-fascisti durante il secondo conflitto mondiale. La differenza sta nel fatto che, adesso, esiste uno Stato, Israele appunto, che si è incaricato di proteggere il popolo cosiddetto eletto. Da qui l'odio verso un Paese che, per gli imbecilli antisemiti, è cosa diversa dagli ebrei per cui si può difendere il popolo, ma volere la distruzione di Israele. La verità è che l'ebreo che piace di più è quello morto, quello gasato, quello squartato, quello impiccato, quello storpiato. Il motivo? Semplice: si può compatire, si può commemorare, si può elogiare e anche appoggiare, tanto, ormai, non può fare niente. Se, al contrario, l'ebreo si ribella, l'ebreo non ci sta, l'ebreo colpisce e uccide e si difende da coloro che vorrebbero massacrarlo e annientarlo, beh, allora diventa un genocida, un fascista, un capitalista, un assassino senza scrupoli. Ipocrisia che vive e prospera nella Sinistra europea e non solamente. Perfino nella Chiesa che ben poco ha fatto negli anni delle deportazioni, per opporsi al genocidio, questo sì, del popolo ebraico...

L'Iran sotto attacco, la Sinistra in lutto
Finalmente il giorno tanto atteso e, per alcuni, temuto, è arrivato. Questa mattina prima Israele, poi, gli Stati Uniti o, se si preferisce, entrambi simultaneamente, hanno attaccato l'Iran, l'impero del male, la testa del serpente, quel cancro che nessun vigliacco paese europeo ha mai avuto il coraggio di mettere al bando. Ancora una volta c'è stato bisogno di Donald Trump e di Bibi Netanyahu, così tanto bistrattati, ma, alla resa dei conti, gli unici capaci di risolvere definitivamente o quasi il problema del terrorismo palestinese nei confronti di Israele dopo il massacro del 7 ottobre 2023. L'Iran è un paese musulmano, l'ennesima dimostrazione che non ci può essere collaborazione né dialogo con chi concepisce l'esistenza come una sorta di totale abnegazione verso valori che fanno a cazzotti con quelli che professa l'Occidente. Solo che quest'ultimo, per colpa dei democratici, progressisti, per la Sinistra in sostanza, non ha gli attributi né la convinzione o la consapevolezza della necessità di agire. Israele ha il diritto di esistere e di difendere la propria esistenza in qualunque modo. Chi non conosce la storia del popolo ebraico e chi, soprattutto, non conosce le sue sofferenze, è meglio che tenga la bocca chiusa perché alla realtà sovrappone l'ideologia. Quello che fa la Sinistra, per la quale sarebbe molto meglio una sconfitta militare per Stati Uniti e Israele. Eppure questi invertebrati della politica verniciati di rosso dovrebbero ricordare la fine che fecero all'avvento del regime iraniano nel 1979. All'epoca tutto ciò che era americano o israeliano doveva morire e oggi non è granché differente...

Roberto Vannacci e una strada per Roma
La scelta di abbandonare la Lega di Matteo Salvini non è stato un azzardo politico, è stata una svolta anzi, la svolta. Fondare un proprio partito un anno prima sarebbe stato un gettarsi nel vuoto, averlo fatto un anno dopo ha significato maturare una robusta esperienza di come funzionano le cose all'interno dei carrozzoni italiani. Roberto Vannacci ha scelto di percorrere la sua strada per Roma come gli avevamo preannunciato tanto tempo fa, quando gli dicemmo che prima o poi a Roma ci sarebbe andato eccome. La macchina di Futuro Nazionale è in movimento anche a Lucca così come nel resto del Paese e come ha più volte ribadito il generale - che Repubblica si ostina a definire ex, senza sapere o sapendo e scrivendolo apposta che un generale resta sempre tale salvo casi eccezionali - chi sceglie di salirci sopra dovrà lavorare, lavorare e ancora lavorare. Vannacci ha ribadito in tutte le sedi che sarà il merito a stabilire le gerarchie e i ruoli, che non ci saranno favoritismi né compromessi di sorta: chi vola vale, chi vale vola, chi non vola è un vile, uno dei motti di epoca dannunziana ripreso dal fumetto di Alan Ford. L'europarlamentare di origini spezzine, ma, ormai, trapiantato a Viareggio, non è uno sprovveduto, sa quel che vuole e sa anche come ottenerlo. Gli stanno vomitando, addosso, di tutto da quando ha pubblicato, da sé, il suo libro Il mondo al contrario. Un'opera stampata attraverso Amazon che ha avuto un successo clamoroso diventando il caso letterario degli ultimi decenni. Un testo che non contiene assolutamente le cose che gli sono state attribuite, che non è razzista, che non è fascista, che non è omofobo, ma che è, invece, il sunto di quello che pensano quasi tutti gli italiani che hanno ancora mantenuto un po' di testa sulle spalle e, soprattutto, di buonsenso. Ecco, Roberto Vannacci ha tradotto in politica quel buonsenso che nessuno salvo rare eccezioni, è stato capace di portare avanti...

Il centrodestra a rischio suicidio: sconfitta possibile se il sindaco passa a Fratelli d'Italia o a Forza Italia
Quando si viaggia con il vento in poppa c'è sempre il rischio di andare troppo veloci abbandonando ogni prudenza e ogni cautela. A Lucca la giunta Pardini di centrodestra ha dimostrato di saper governare e le critiche del centrosinistra sono, semplicemente, ridicole o poco meno. Tutto procede senza intoppi e sembra quasi che le cose stiano marciando in un senso assai favorevole. Manca poco più di un anno alle elezioni amministrative dove il centrodestra sarà chiamato a stravincere e doppiare la vittoria di quattro anni fa. Qualcosa, però, sembra si stia muovendo dentro la maggioranza come se ci fossero malumori e ambizioni non soddisfatte. Mario Pardini, sindaco di Lucca, correrà nuovamente per il centrodestra, ma, per qualcuno, potrebbe farlo non più per la sua lista civica Lucca 2032, ma per il partito che più di ogni altro gli sta facendo una corte spietata: Fratelli d'Italia. Per quest'ultimo avere come candidato Pardini eventuale nuovo sindaco sarebbe un colpaccio in una Toscana che sembra non sia in grado di regalargli granché a livello municipale. Anche Forza Italia si è fatto avanti ed entrambi avrebbero promesso a Pardini un posto a Roma a tempo debito. Vero?, falso?, fatto sta che la possibilità esiste. Del resto avere un sindaco uscente nelle proprie file prima del voto piuttosto che dopo, ha una importanza non trascurabile. Ma non è tutto. L'avvento di Roberto Vannacci sulla scena partitocratica con la nascita di Futuro Nazionale ha seminato speranze, rigurgiti, gelosie...

Di nuovo con Roberto Vannacci il 7 febbraio a Chiavari contro le mistificazioni della Sinistra
Dopo diversi mesi nel corso dei quali il rapporto tra chi scrive e il generale Roberto Vannacci è andato avanti attraverso qualche scarno messaggio e un fugace incontro al bagno del 1 gennaio 2026 sulla spiaggia di Viareggio, il 7 febbraio a Chiavari, alle 17.30 all'hotel Stella del Mare si terrà una presentazione-intervista nel corso della quale l'europarlamentare affronterà, davanti ad un pubblico interessato e avido di realtà, i temi contenuti nei suoi due libri e, ovviamente, anche tutto ciò che sta accadendo in questi ultimi tempi. Quando Vannacci ci ha chiesto se volevamo essere della partita, a onor del vero non abbiamo avuto esitazioni di sorta e abbiamo risposto subito affermativamente. Poi, in un secondo momento, abbiamo voluto riflettere sulla scelta e, soprattutto, su ciò che è stato Vannacci dal settembre 2023 quando lo abbiamo intervistato-incontrato per la prima volta a Marina di Pietrasanta e su cosa è diventato in questi due anni o poco più. Ebbene, al di là di quelle che potremmo definire scelte di carattere strategico, ciò che ci è premuto analizzare è il susseguirsi delle idee e dei valori ossia se, da allora, si è mantenuta una coerenza tra ciò che si è detto e ciò che si è fatto, tra quello in cui si dice di credere e quello in cui, poi, si finisce per dire. E' per questa ragione che abbiamo deciso di andare a Chiavari, perché tutte le volte che abbiamo letto o ascoltato Roberto Vannacci, non abbiamo potuto non essere d'accordo con lui. Lo hanno massacrato verbalmente accusandolo di essere un fascista senza nemmeno rendersi conto di che cosa significa questa parola storicamente. Ignoranti come le capre pardon, come le pecore, hanno diffuso ai quattro venti tutte le peggio menzogne per sbattere in prima pagina un uomo che ha il coraggio di seguire ciò in cui ha sempre creduto e, cioè, gli interessi dell'Italia a cui ha giurato fedeltà...

Io uccido?
Che cosa sta accadendo in tutta Italia e, ovviamente, anche a Lucca? Il fronte della criminalità impera ovunque e, soprattutto, avanza senza timori né esitazioni. A Lucca sono stati individuati prima, identificati poi, i sei bastardi che hanno, letteralmente, massacrato di botte un sedicenne fuori da un locale del centro storico all'una di notte. Tutti ben conosciuti alle forze di polizia, quattro stranieri o, se volete chiamarli per il politicamente corretto, italiani di seconda generazione egli altri italiani e, comunque sia, tutti delinquenti. con precedenti specifici e non solo. Il ragazzo aveva solamente chiesto di poter andare al bagni bussando alla porta del wc del locale. Prima una serie di sberleffi e offese, quindi, l'aggressione e la frattura della mandibola e del setto nasale. Ebbene, avete idea di cosa significhi e significherà a livello psicologico tutto ciò per l'adolescente pestato a sangue? Non lo potete neanche immaginare. Il padre, fiducioso in questa Giustizia che fa, semplicemente, schifo, ma, soprattutto, per colpa dei politici che fanno e disfanno le leggi, ha presentato la denuncia in questura. A che cosa servirà dio solo lo sa. Dopo le indagini degli agenti di via Cavour, finalmente ecco scoperti i sei criminali. Magra consolazione, per un genitore, vederne qualcuno in galera. Invece niente, nessun arresto, nessuna detenzione. Sono, invece, stati colpiti da alcune, ridicole misure restrittive della libertà personale come, ad esempio, quella di non potersi più recare nei locali del centro storico cittadino. Della serie, però, possono tranquillamente spaccare la testa a qualcun altro nella periferia. Dispiace vedere come la vittima di un reato così violento, ma è generalizzabile, debba essere preso in giro da chi dovrebbe, al contrario, proteggerlo...

Roberto Vannacci storce il naso e anche la bocca: la Lega, ormai, non fa più per lui
Saremo sinceri e anche spietati. L'ingresso di Roberto Vannacci nella Lega non ci era mai piaciuto, soprattutto, perché la Lega in sé così come gli altri partiti sono incapaci di schierarsi per l'interesse di questo Paese. Abbiamo accompagnato il generale sin dal suo apparire e lo abbiamo sempre sostenuto così come facciamo anche adesso, ma a nostro avviso le sue posizioni sono, appunto, quelle di un incursore che ama l'Italia, non quelle di un partito che si muove senza sapere nemmeno dove andare e che, in questi anni, è passato da un governo all'altro senza alcuna coerenza. Per Vannacci valgono certi valori che non sono quelli dei partiti, sporchi, brutti e anche cattivi. Abbiamo visto come a Bruxelles Vannacci abbia strapazzato più volte la Ursula dimostrando come il buonsenso abbia inevitabilmente precedenza sulle logiche di appartenenza e sul predominio degli organismi sovranazionali. Salvini, furbo, scaltro, politicante oltreché politico, lo ha nominato vicesegretario del partito e non siamo riusciti a comprendere la ragione per cui Vannacci abbia prima accettato per, poi, trovarsi spesso in minoranza. L'affidamento, poi, della gestione delle elezioni in Toscana è stato un errore clamoroso almeno che non si voglia considerare un colpaccio e un successo l'aver blindato il braccio destro Massimiliano Simoni. Per quest'ultimo, sicuramente, sì. Il suo Mondo al contrario non è affatto soddisfatto di queste scelte, anche perché è un mondo che ha amato Vannacci per la sua onestà, la sua indipendenza e la sua autonomia dai partiti. Sicuramente un mondo composto da molti amici ed ex commilitoni, ma anche da gente stanca dell'ipocrisia della politica...



